domenica, 22 febbraio 2009
E' accaduto all'ingresso del villaggio di Ollantaytambo, vicino a Cuzco. Mi ero defilato da una comitiva di turisti ed ero rimasto solo, a guardare di lontano i ruderi di pietra, quando un bambino del posto, malaticcio e cencioso, mi ha avvicinato per chiedermi se gli regalavo una matita. Non gli potevo dare la mia, perchè mi serviva per non so più quali noiosi appunti, e così gli ho proposto di disegnargli sulla mano un maialino.
Si é sparsa subito la voce, e in breve tempo mi sono trovato in mezzo a una frotta di bambini che urlavano a squarciagola per farsi disegnare animalucci sulle manine screpolate dal freddo e dalla sporcizia, su quelle pellicine di cuoio bruciato: chi voleva un condor e chi un serpente, chi un pappagallino o una civetta, e c'era anche chi chiedeva un fantasma o un drago.
Quand'ecco, in mezzo a quel baccano, un derelitto non più alto di un metro mi mostra sul polso un orologio disegnato con l'inchiostro nero:
"Me l'ha mandato un mio zio che sta a Lima".
" E va bene?" gli ho chiesto.
" Va un pò indietro", ha ammesso lui.
Racconto tratto dal libro degli abbracci di Eduardo Galeano
Scritto
da
lamaratonetaGio
|
20:21
|
commenti (7)
---
storia ---
martedì, 08 gennaio 2008
Nel 1761, la moglie di Kaspar Faber, ebanista di Norimberga, andava in giro per mercatini e fiere, cercando di vendere l’invenzione del marito: la matita. Personalmente non posso fare a meno del caro "lapis" anche se oggi, per molti è diventato vecchio e desueto. Ad avere questo vezzo non sono la sola, poiché uomini illustri come Van Goog, Gunter Grass, Heinrich Boll, Conan Doyle e Fellini, hanno confidato nelle loro interviste di avere avuto per questo “oggetto”una vera passione. Mi piace prendere appunti con il lapis sia a casa, sia in ufficio.Lo ritengo un ponte che mi conduce nel passato, quando la vita aveva ritmi più lenti e ci si poteva permettere di interrompere il lavoro, temperare la punta ed approfittarne per riordinare le idee. Nel 1992 a Genova, fu inaugurato il grattacielo che potete vedere nella foto che ho postato. Il nome ufficiale di questa costruzione è Torre Nord-San Benigno e l'architetto che la ha disegnata si è ispirato al campanile ottagonale della chiesa di San Donato.Per la sua particolarissima forma architettonica, che lo fa assomigliare ad una grossa matita, è stato denominato: il matitone. Dopo la Lanterna a furor di popolo il grattacielo è diventato il secondo simbolo della Superba. Mi piace pensare che il vero motivo di questo soprannome sia un omaggio a quegli uomini che hanno reso grande Genova ,facendo un ottimo uso di questo “utensile”. In particolare il mio pensiero vola ai tecnici, ai disegnatori, ai progettisti dei cantieri, che hanno costruito le più belle navi del mondo e agli operai delle grandi e piccole fabbriche genovesi. Rivedo nel porto antico, vispi mercanti, nei loro scanni armati di lapis copiativo, che intingevano sulla punta della lingua, prima di vergare con invidiabili calligrafie color viola ciclamino, enormi registri, sui quali annotavano prezzi e pesi delle merci. Come nella matita non è importante la forma esteriore, bensì la qualità della grafite racchiusa in essa, io cerco queste qualità anche negli esseri umani.
Scritto
da
lamaratonetaGio
|
22:15
|
commenti (18)
---
storia ---
giovedì, 15 novembre 2007
In una grigia mattina del 1913, John Reed, un giovane giornalista, si recò a Paterson, per scrivere un pezzo dedicato allo sciopero delle fabbriche in cui si lavorava la seta. Gli operai erano quasi tutti italiani: donne, uomini e bambini, esausti da mesi di scioperi, per migliorare le loro miserevoli condizioni di vita. Il cronista (d’origine benestante), si trovava sulla veranda di una casa operaia, all’improvviso sotto i suoi occhi, la polizia manganellò a sangue gli scioperanti e poi li arrestò. Le forze dell’ordine esortarono Reed a “circolare” ma il giovane non ne volle sapere, così i poliziotti con fare minaccioso, brandirono il manganello e lo arrestarono. Trascorse quattro giorni in guardina, durante i quali si rese conto come gli operai, nonostante fossero maltrattati dall’arroganza del potere, erano sorretti da un grande entusiasmo. Al processo, fu condannato a venti giorni di reclusione, che trascorse insieme agli scioperanti. Reed pose a un militante numerose domande, e l’operaio rivolgendosi ai compagni disse: “Ragazzi, quest’uomo ha affermato che vuol capire, vuol conoscere i fatti. Raccontategli tutto….” Fu così che John prese coscienza della realtà dei fatti e da allora s’impegnò sempre in prima persona per far trionfare la verità. Partecipò a guerre e rivoluzioni, a Paterson, a New York, sui fronti europei, in Messico al fianco di Villa e Zapata. In Russia con Lenin e Trotzty. Scrisse pagine memorabili, cariche di passione e di rigore. Nessun vero comunista non può e non deve dimenticare gli avvenimenti narrati da Reed nel libro: i dieci giorni che sconvolsero il mondo. Le enormi menzogne e l’ignobile lavorio del revisionismo storico perpetuato attualmente, non deve assolutamente falsificare la verità sulla rivoluzione d’ottobre. I giovani devono capire che i fatti che accaddero dopo la morte di Lenin, non furono comunismo. Una cosa è certa, in quei giorni nacquero tutti gli ideali di giustizia e libertà, uniche armi a disposizione per contrastare le classi dominanti. Leggendo le cronache di Reed ho capito che quelle idee terrorizzano tutti i parassiti del mondo; per questo continuo ad abbeverarmi a quelle sorgenti, fresche e cristalline, che un giorno scardineranno il capitalismo e i suoi "kaimani.” 
Scritto
da
lamaratonetaGio
|
21:40
|
commenti (19)
---
storia ---
martedì, 30 ottobre 2007
La concezione antifemminista della chiesa è concretizzata in questa frase: “la donna è l’arma del demonio ed è la prima causa della perdizione dell’uomo”, tratta da Malleus Malleficarum (il martello delle streghe, manuale degli inquisitori) La chiesa tollerava e a mio giudizio continua a guardare con un occhio di riguardo “l’altra metà del cielo”, solo nei panni di suora, moglie, casalinga instancabile, madre di molti figli ed infine come vecchia umile e silenziosa. La donna giovane, bella ed intelligente che suscita desiderio nell’uomo continua ad essere considerata una STREGA. Nel medio Evo e nel Rinascimento furono milioni le donne accusate di satanismo e stregoneria. Tra i giudici cattolici che condussero una lotta senza quartiere contro l’eresia e le streghe, si annoverano molti santi.(San Domenico Guzman, Carlo Borromeo e Sant’Antonio) Gli inquisitori, dopo sommari e ridicoli processi, atti a giustificare le loro perverse torture, emettevano condanne ingiuste, che portavano al rogo donne spesso colpevoli solo di avere una buona conoscenza delle virtù medicinali delle piante, con le quali cercavano di lenire le sofferenze ai loro simili o di vivere una vita solitaria in compagnia di gatti neri. Terminato il processo, le poverette che spesso non avevano raggiunto i 15 anni, erano costrette ad attraversare le strade che le conducevano al patibolo tra la folla dei fedeli e non, che le lanciava contro di esse sassi e sputi. Ad alcune di loro (le più fortunate) per la paura e il terrore cieco, le scoppiava il cuore. E’ accaduto che alcuni boia impietositi da queste inermi creature, prima di cospargerle di pece (per ardere meglio), abbiamo propinato loro qualche veleno per stordirle ed anticiparne la morte. Non oso pensare allo spettacolo di queste torce umane, che scomparivano tra le fiamme con la bocca contorta dal dolore, emettendo terrificanti grida. Le cronache di quegli eventi raccontano che intorno ai roghi, tra il fumo e il puzzo di carne bruciata, si aggiravano venditori di vino, angurie e dolcetti per intrattenere la folla. Le strade erano gremite d’adulti allegri e bambini festosi, pronti a godersi lo spettacolo, senza rendersi conto dell’orrore che li circondava. A distanza di secoli, sento ancora distintamente le grida di queste donne, alle quali sono vicina col pensiero ed ho la certezza che se la storia si ripetesse non avrei scampo, arderei con loro. Auguro buon SAMHAIN a tutti. 
Scritto
da
lamaratonetaGio
|
23:01
|
commenti (19)
---
storia ---
martedì, 23 ottobre 2007
Domenica 28 ottobre 2007 (anniversario della marcia su Roma), il Papa beatificherà 498 membri del clero, (preti e suore) che morirono militando tra le file dei franchisti, contro i socialisti, comunisti ed anarchici, (repubblicani) durante la guerra civile spagnola. Coloro che hanno approfondito l’argomento sono a conoscenza che furono uccisi anche 500 sacerdoti che lottarono a fianco dei repubblicani. Perché si beatificano solo coloro che lottarono in favore di Franco? Perché è stata scelta proprio questa data? Le gerarchie vaticane sono scese senza mezze misure nel dibattito politico e schierandosi a fianco dei clerico/fascisti, allargano il significato di quest’operazione, che legittima quel fascismo quiescente, che potrebbe sfociare in un modello di società chiusa, reazionaria, patriarcale, omofobica e razzista tanto cara a Ratzinger. Quest’evento, inoltre vuole dare una risposta al governo Zapatero, che sta per varare una legge sulla memoria che condanna il franchismo e le sue nefandezze. Queste beatificazioni sono un palese attacco alla sinistra, un grave atto denigratorio di revisionismo e oscurantismo. Hanno organizzato questa spettacolare celebrazione mediatica per dichiararsi ancora vittime del comunismo. Invece di rendere onore alle vere vittime di quel regime sanguinario, che la Chiesa sostenne vergognosamente, si preferisce legittimare il fascismo, condizionando in modo sempre più palese la vita culturale, politica e sociale del nostro paese. La pace non è solo assenza di guerra ma è una disposizione d’animo alla benevolenza. Chi controlla il passato. Controlla il futuro; Chi controlla il presente, Controlla il passato. (George Orwel) 
Scritto
da
lamaratonetaGio
|
11:28
|
commenti (19)
---
storia ---
lunedì, 24 settembre 2007
Simon Wiesenthal In questi giorni ho letto una notizia a dir poco sconcertante. Il fatto è accaduto in America e precisamente a Mesa, in Arizona. Il signor Nathan Gasch, si reca a dare il benvenuto nel complesso residenziale per anziani al sig. Martin Hartmann. Rendere visita ai nuovi arrivati è un obbligo di buon vicinato, ma quando lo sguardo di Nathan si posa su di una foto, esposta in sala che ritrae Martin in divisa da SS, ha sentito il numero tatuato sul suo braccio, bruciare come 60 anni fa. L’ebreo polacco, sopravvissuto ad Auschwitz, rimane impietrito di fronte all’immagine di un suo ex carceriere, libero e vegeto, nonostante il mandato di cattura per crimini di guerra emesso dalla Germania. Il nazista nel 1955, chiese di entrare in America e nel 1961 quando ottenne la cittadinanza, dichiarò di non aver nulla da fare con il regime nazista. Gasch esce dalla casa del vicino e si reca all’OASI, l’ufficio per le indagini speciali, creato nel 1979 per perseguire i criminali di guerra. Il fatto più sconcertante è accaduto la settimana scorsa, quando le autorità americane hanno espulso Hartmann. L’uomo, con molta indifferenza ha dichiarato di essersi arruolato nelle SS come volontario e di non aver mai chiesto di essere sollevato dal suo incarico. Questo “uomo” che ha raggiunto l’età di 88 anni e non prova nessun rimorso o pentimento per il suo comportamento, avvalora il pensiero di Simon Wiesenthal che asseriva che la colpa deve essere condannata sempre, altrimenti si legittima. Chi pensa che un terzo Reich non sia più ripetibile, si sbaglia. L’odio può essere inculcato ovunque e l’idealismo può dappertutto trasformarsi in sadismo. L’odio unito al sadismo ed aiutato dalla tecnologia moderna, potrebbe scatenare l’inferno. Per questo motivo ognuno di noi deve fare memoria e diventare un sismografo per fiutare il pericolo, riconoscerne e rilevarne i contorni.
Scritto
da
lamaratonetaGio
|
20:50
|
commenti (19)
---
storia ---
giovedì, 19 aprile 2007
Aldo Gastaldi, nome di battaglia”BISAGNO”( torrente che attraversa Genova) è stato il maggiore esponente del movimento della Resistenza genovese. Sottotenente del genio, dopo l’armistizio dell’8 Settembre si rifiutò di consegnare le armi ai tedeschi.Si rifugiò in montagna con alcuni compagni sulle alture di Cichero presso il monte Ramaceto (Chiavari).Formò e comandò la divisione CICHERO (Inverno 1943),la più eroica, famosa e temuta. Era un ragazzo, alto, bello; un Cristo in terra, un puro di cuore e di spirito. Un vero leader, dritto come un fuso, svelto come il lampo,ne sapeva una più del diavolo. Temerario e impavido in combattimento. Giusto, con una disciplina ferrea. Per raccontarne una, mangiava sempre per ultimo e faceva i suoi turni di guardia. Dotato di forte personalità, impose ai suoi uomini severe regole di comportamento, il famoso “Codice della scuola Cichero” che tutti i partigiani si impegnavano a rispettare, nonostante le condizioni al limite della sopravvivenza. Le gesta del giovane comandante contribuirono in misura determinate alla vittoria finale sulle forze preponderanti di un nemico che seminò nelle nostre vallate terrore e morte. Morì il 21 maggio , neppure un mese dopo la LIBERAZIONE, in un incidente stradale sulla Gardesana Orientale mentre accompagnava a casa alcuni partigiani. La dinamica di quella tragica vicenda non venne mai ricostruita in maniera chiara e convincente. I suoi resti sono stati traslati nel 2005 al pantheon del cimitero monumentale di Staglieno, dove riposano i genovesi illustri. Gratitudine Ciao comandante Bisagno,
non ti ho mai incontrato
ma so chi eri.
Non ti ho mai parlato
ma conosco i tuoi pensieri;
non ero al tuo fianco,
quando sulle nostre montagne
soffrivi e combattevi,
tuttavia, il tuo ricordo
è vivido nella memoria
di una donna,
alla quale regalasti la libertà.
Gio

Scritto
da
lamaratonetaGio
|
11:54
|
commenti (36)
---
storia ---
lunedì, 09 aprile 2007
Quando Josephine Beauharnais incontrò per la prima volta Napoleone gli donò un mazzolino di viole mammole che adornavano il suo vestito. L’imperatrice adorava questi fiori, tant’è vero che ne riempì i suoi giardini e li volle ricamati sull’abito da sposa.Circondato da così tante viole, Napoleone le adottò anche per l’amante,Maria Walewska, alla quale scriveva nell’aprile del 1807: ” Maria, mia dolce, accetta questo mazzolino di violette e possa diventare un misterioso legame fra noi, un vincolo segreto in mezzo alla folla che ci circonda. Esposti agli sguardi altrui potremo così capirci: quando porrò la mano sul cuore saprai che esso è ricolmo di te e per rispondere tu premerai al seno i tuoi fiori. Amami, mia dolce Maria, e che la tua mano non si stacchi mai da queste violette”. Alla partenza per l’esilio dell’Elba, Napoleone era ormai talmente dominato dal pensiero di questi fiori che promise di tornare a Parigi”alla stagione delle viole”. I bonapartisti ne fecero il loro fiore contrapponendolo ai gigli dei Borboni. Quante cose..... che amo sono racchiuse in queste poche righe! 
Scritto
da
lamaratonetaGio
|
12:28
|
commenti (17)
---
storia ---
Io sono
![]()
Nome: Angela... dal greco anghelos messaggero
pregio: altruista
difetto: altruista
Orologio e calendario
Contatore
*loading* corridorisono passati di qua
Frase
Passatempi
Lettura, cinema, uncinetto, enigmistica e atletica.
Colleziono francobolli e raccolgo in quaderni immagini che mi colpiscono come le foto di Oliviero Toscani
C a t e g o r i e
arte
attualitÃ
auguri
commemorazione
considerazioni
consigli
emozioni
fiabe
film
frasi e aforismi
giochi enigmistici
incontri
natura
pensieri
poesia
racconto
ricordi
rivelazioni
speranza
storia
suggerimenti
A r c h i v io
oggi
novembre 2009
settembre 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
Ultimi commenti
latendarossa in Aspettando Gioppino
utente anonimo in UN PASSATEMPO ECONOM...
Kappadue72 in Aspettando Gioppino
pensato in Aspettando Gioppino
Nathan2000 in Aspettando Gioppino
piadellamura in Aspettando Gioppino
utente anonimo in Aspettando Gioppino
AdamsRib in Aspettando Gioppino
Tristano in La falce e il martel...
Tristano in Un pò di pace
Film
L'attimo fuggente
Indovina chi viene a cena
Musica
Le quattro stagioni di Vivaldi
La cura di Battiato
Libri
tra i piccoli sogni che ho nel cassetto vi ?uello di riuscire ad ultimare la lettura della "Recherche" di Proust
questa sono io da piccola con il mio Angelo Custode
B l o g s
Akrab
Andrij83
Astronik
Carlo-llewal
Comicomix
falloppio
fiorirosa
Hector Belascoaran
herm27
illimus
Kappadue72
KChannenel
la tendarossa
Lettrice M
mamma chioccia
Marzia
Melchisedec
miai
missmeletta
Paolo
Paolo & Simona
Sermau
Viler
Waltz1978
L i n k s
C r e d i t s
[Template]
stelladicarta + FTS
[image] stelladicarta
(graphic work)
[brushes] V-Brushes
L'immagine del template ?na fotografia scattata da me c/o il cimitero monumentale di Staglieno (Ge): trattasi dell' Angelo della Resurrezione, statua scolpita da Giulio Monteverde nel 1882
D i s c l a i m e r
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità® Non pu?ertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001